Normativa Leggi Decreti del presidente della repubblica, del Ministro ... - Delibere, Regolamenti, Ordinanze, Circolari

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D.M. 18/09/2001 n. 468

1) stesa collante con cadenza annuale mediante elicottero sulla discarica versante di Corio per limitare la dispersione di fibre di amianto nell'ambiente dal 1995 al 1999;

2) installazione ed esercizio rete di monitoraggio meteorologico ambientale (cinque stazioni);

3) esecuzione campagne di rilievo inclinometrico e installazione di cinque nuovi inclinometri;

4) installazione segnaletica dissuasiva dell'accesso alle aree dell'ex miniera;

5) costruzione ed esercizio impianto logistico di cantiere per le proprie maestranze ed in grado di ospitare i lavoratori delle imprese appaltatri ci dei lavori, per le operazioni di decontaminazione da amianto di personale e mezzi d'opera;

6) messa in sicurezza di un cumulo di amianto in fibra (mc 130 ca.) abbandonato all'aperto;

7) allestimento ed esercizio due vivai per la sperimentazione di specie erbacee, arboree ed arbustive, per gli interventi di ingegneria naturalistica e la rivegetazione dei versanti di discarica;

8) sistemazione rete viaria interna al sito e manutenzione relativa;

9) messa in sicurezza di due silos contenenti amianto (300 mc circa). Sono, inoltre, in fase di realizzazione le opere previste dal progetto per la sistemazione idrogeologica ed idraulica del versante Balangero. Tali opere sono eseguite parte in amministrazione diretta, parte in appalto. L'attività in amministrazione diretta è iniziata nel dicembre 1998 e nel luglio 1999 è avvenuta la consegna dei lavori per le opere appaltati. L'impegno complessivo di spesa per tale intervento è di L. 3.470.000.000. Contestualmente sono state svolte le attività di integrazione alla progettazione per la messa in sicurezza del versante Corio, disposte dalle Conferenze di servizi tenute in più riprese, presso il Ministero ambiente, ai sensi della Legge n. 241/1990. Per il mese di marzo 2001 è prevista l'approvazione del progetto definitivo. Ordinanze ai sensi dell'art. 17 del Decreto legislativo n. 22/1997 e art. 8 del Decreto ministeriale n. 471/1999 Ai sensi e per gli effetti del combinato disposto dell'art. 17 del Decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e Decreto ministeriale 25 ottobre 1999, n. 471, il comune di Balangero ha notificato: ordinanza n. 809 del 23 marzo 2000 nei confronti del signor Paolo Diotti in qualità di amministratore delegato della I.C.R. S.r.l., dell'avv. Giancarlo Castagni, in qualità di curatore del fallimento dell'ex Miniera Amiantifera di Balangero e del sig. Puccini Torello, in qualità di liquidatore dell'Amiantifera di Balangero S.p.a.; ordinanza n. 829 dell'11 ottobre 2000 nei confronti del signor Puccini Torello, in qualità di liquidatore dell'Amiantifera di Balangero S.p.a.; ordinanza n. 828 dell'11 ottobre 2000 nei confronti del signor Paolo Diotti in qualità di amministratore delegato della I.C.R. S.r.l., dell'avv. Giancarlo Castagni, in qualità di curatore del fallimento dell'ex Miniera Amiantifera di Balangero e del sig. Puccini Torello, in qualità di liquidatore dell'Amiantifera di Balangero S.p.a.; ordinanza n. 830 dell'11 ottobre 2000 nei confronti del signor Paolo Diotti in qualità di amministratore delegato della l.C.R. S.r.l., dell'avv. Giancarlo Castagni, in qualità di curatore del fallimento dell'ex Miniera Amiantifera Pieve Vergonte Comune - Località. Pieve Vergonte (VCO), Vogogna, Piedimulera.

- Tipologia dell'intervento. Bonifica e ripristino ambientale di area industriale in parte dismessa, del territorio comunale di Pieve Vergonte, del torrente Marmazza, del fiume Toce, del lago Mergozzo, di una zona del lago Maggiore e del conoide del torrente Anza.

- Perimetrazione. All'interno del perimetro definito dal Decreto del Ministro dell'ambiente del 10 gennaio 2000 sono presenti: gli insediamenti industriali dell'Enichem; le zone di discarica; il territorio comunale di Pieve Vergonte; il conoide del torrente Anza; il tratto del torrente Marmazza che scorre sotto lo stabilimento fino alla confluenza con il fiume Toce; il tratto dell'asta fluviale del fiume Toce compreso tra la citata confluenza e la immissione nel lago Maggiore; la porzione di lago Maggiore compresa tra Ispra (a sud) e Ghiffa (a nord) il lago di Mergozzo. Lo stabilimento chimico dell'Enichem immediatamente ad est dell'abitato di Pieve Vergonte, è sorto intorno al 1915, sviluppandosi con produzioni collegate alle seguenti linee principali: clorosoda; acido solforico con forni di arrostimento di pirite. Durante la seconda guerra mondiale, fu attivato un centro chimico militare di produzioni belliche, non note. Da informazioni verbali si sono potute ricostruire le principali produzioni relative al periodo 1948-1960: clorosoda con celle Krebs; acido solforico con forni di arrostimento di pirite; oleum; acido clorosolfonico; ammoniaca sintetica da craking metano; solfuro di carbonio; cloralio; D.D.T. ; acido ossalico; fertilizzanti a base di azoto-fosforo-potassio; monoclorobenzeni e diclorobenzeni; solfato ammonico; tetracloruro di carbonio. Le informazioni più affidabili iniziano nel 1960. La produzione di D.D.T. stata fermata il 30 giugno 1996. Il 30 giugno 1997, sono state fermate le produzioni di cloralio ed acido clorosolfonico. Alla data 1 gennaio 1997, l'assetto produttivo era il seguente: Impianti Prodotti Clorosoda Cloro Soda caustica Ipoclorito di sodio Idrogeno Acido solforico Acido solforico Oleum Bisolfito sodico Cloroaromatici Clorobenzene Diclorobenzeni Lo stabilimento è inoltre dotato dei seguenti servizi ausiliari: due centrali idroelettriche (Cepporelli e Megolo), che consentono di coprire il 60% circa del fabbisogno dello stabilimento; una centrale termica per la distribuzione del vapore. In essa s'impiega metano (proveniente dal metanodotto SNAM), idrogeno (proveniente dall'impianto Elettrolisi) e se necessario olio combustibile; caldaia per il recupero del calore di combustione dello zolfo, installata nell'impianto acido solforico, con produzione di vapore che viene immesso nella rete di distribuzione; un termodistruttore in grado di trattare 1200 Nm3/h di off-gas, dotato di recupero di calore con produzione di vapore immesso nella rete di distribuzione. Per quanto riguarda la tipologia degli inquinanti presenti, si devono evidenziare seguenti composti chimici: DDT e suoi derivati, composti organici anche clorurati e metalli pesanti (Fe, Cd, Hg. As, ...).

- Principali caratteristiche ambientali.

- Geologia. Lo stabilimento Enichem ubicato nel tratto del fondovalle della Val d'Ossola, alla destra idrografica del fiume Toce, si estende nella pianura Ossolana, che nella zona di Pieve Vergonte ha una quota di 230-250 metri. Le origini di tale pianura sono strettamente legate all'orogenesi alpina; l'intensità di tali fenomeni è testimoniata dalla morfologia impervia e dalla natura metamorfica ed intrusiva delle rocce affioranti provenienti, in seguito a forti dislocazioni verticali, da zone piuttosto profonde della crosta terrestre. Tutte le coltri clastiche di copertura presenti nell'area considerata sono riferibili al periodo Quaternario. Per quanto riguarda le coltri di natura alluvionale insistenti lungo le aste fluviali, si osserva che in corrispondenza del tronco medio-terminale dal fiume Toce (ovvero nel tratto compreso tra Crevoladossola e Fondotoce) si estende una copertura alluvionale di potenza rilevante, valutata intorno ai 200-220 metri all'altezza di Pallanzeno. Lungo la fascia alluvionale si osserva una netta transizione granulometrica in senso verticale ed orizzontale in direzione di Fondotoce: infatti spostandosi da monte a valle la componente clastica riduce fortemente la propria taglia per cui, nella zona di Gravellona, i depositi fluviali sono di natura sabbiosa.

- Morfologia. Morfologicamente l'area in esame rappresenta parte del bacino idrografico del fiume Toce, che impostato sulla Linea Insubrica è stato caratterizzato da una impostazione glaciale cui si è sovraimposta una successiva fase fluvio-glaciale. Le azioni di escavazione glaciale, insieme alla conformazione tettonica e litologica delle masse geologiche, hanno favorito la formazione di una valle principale di confluenza in cui si innestano valli laterali sospese. In corrispondenza delle confluenza tra il torrente Anza ed il Toce (circa 1 km a nord di Pieve Vergonte) si è sviluppata un'importante conoide di deiezione, la quale ha progressivamente confinato il decorso del Toce lungo il versante opposto della valle. In corrispondenza dei più modesti bacini dei torrenti Arsa e San Carlo (immediatamente a sud di Pieve Vergonte) giacciono, inoltre, conoidi di dimensioni più contenute.

- Idrografia e idrologia. Il bacino idrografico del fiume Toce si sviluppa prevalentemente nel territorio della Val d'Ossola ed ha una estensione areale di circa 1532 kmq, con uno sviluppo longitudinale massimo dell'asta del fiume Toce di 75 km. La rete idrografica che alimenta il fiume Toce è notevolmente ramificata ed il Toce stesso riceve la portata di numerosi affluenti, tra i quali il torrente Anza, il torrente Marmazza che si immette nel Toce alcune centinaia di metri a valle dello stabilimento Enichem. La portata media del Toce (stazione di Candoglia) nel periodo 1933-1963 è stata pari a 67 m3/s. In occasione dei fenomeni meteorici più significativi le portate che confluiscono dal Toce al lago Maggiore arrivano ad oltre 3.000 m3/s. Nel tratto di Pieve Vergonte la portata del fiume Toce è inferiore a quella sopra riportata in quanto parte dell'acqua viene derivata nel canale di derivazione. La derivazione arriva fino al comune di Megolo. Sulla base delle informazioni raccolte le portate del canale non sono registrate ma sono ricavabili in base all'energia prodotta. I quantitativi sono comunque significativi e la portata media annua è di 40 m3/s, variabile da un minimo di 26 m3/s nel periodo autunnale ed invernale e un massimo di 75 m3/s tra aprile ed agosto. Il torrente Anza è il corso d'acqua che presenta le maggiori portate nei mesi di maggio-giugno (scioglimento delle nevi) e magre invernali ed estive.

- Idrogeologia. Nell'area del sito è stato individuato un acquifero freatico il cui livello si attesta ad una profondità media di 6 metri dal piano campagna. La base dell'acquifero non è stata intercettata dai sondaggi realizzati nell'area, che hanno raggiunto la profondità massima di 43 metri. Il livello di base dell'acquifero nella zona dell'impianto è il fiume Toce verso il quale drenano le acque sotterranee. Gli altri corsi d'acqua presenti nella zona studiata, sono pensili e mostrano cioè quote superiori (circa 2 metri) rispetto alla falda ed è pertanto ipotizzabile che le acque degli affluenti del fiume Toce possano disperdersi parzialmente.

- Costi di messa in sicurezza e/o bonifica. Le prime stime, effettuate sulla base dei dati preliminari di estensione e di tipologia di inquinamento, indicano un fabbisogno di larga massima pari a circa 108 miliardi. In particolare i costi per lo studio di impatto dello stabilimento sul territorio circostante e di caratterizzazione delle aree esterne al sito sono stati stimati dalla regione Piemonte pari a circa 2 miliardi di lire.

- Piani di caratterizzazione.

- Suoli e rifiuti.

a) Relativamente all'area interna all'insediamento industriale, la caratterizzazione deve essere completata in tutte le aree accessibili secondo una maglia di 25x 25 metri, comprese le aree occupate dagli impianti attivi Tessenderlo. Per quanto riguarda i rifiuti vicini a fonti di contaminazione, questi devono essere classificati utilizzando le classi 06 e 07 del codice CER, prima di essere avviati allo smaltimento nel rispetto dei criteri indicati dalla delibera 27 luglio 1984, mentre per i terreni risultanti dalla bonifica che non risultano contaminati, la codifica CER da applicare è la 170501 (terre e rocce). Su tutti i campioni, deve essere inoltre effettuata la determinazione analitica dei contaminanti per la frazione inferiore a 2 mm mentre per quella superiore (a 2 mm) deve essere effettuata la prova dell'eluato alla CO2. Nel caso di materiale da riporto non costituito da materiale vergine di cava, ma da rifiuti derivanti dal ciclo produttivo, la caratterizzazione deve essere effettuata sulla totalità del materiale indipendentemente dalle dimensioni granulometriche.

 

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